La Valle dello Stilaro

Una storia lunga millenni, uno scrigno di biodiversità

A volo d’uccello

Come raccontare in poche parole le civiltà che si sono succedute nella Valle dello Stilaro, la biodiversità, la fede, la storia, la resilienza delle sue piccole comunità? Ecco le prime pennellate di un grande affresco.

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La fiumara

Lo Stilaro comincia la sua discesa al cospetto del monte Pecoraro (m 1423), la vetta di vertice delle Serre. Prosegue in modo tortuoso aggirando il monte Mammicomito (m 1047), il monte Stella (m 832) e il monte Consolino (m 701) e attraversa i territori di Stilo, da cui prende nome, Bivongi e Pazzano. Altri quattro comuni sorgono nella Valle dello Stilaro: Riace, Camini, Monasterace, Stignano.

Foto: Marcuscalabresus Fonte

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La vegetazione

Nella parte alta lo Stilaro scorre tra boschi di querce e castagni, raccogliendo le acque di numerosi affluenti che discendono entro valloni scanditi da pittoresche cascate. Avvicinandosi al mare, lo Stilaro assume l'ampiezza tipica delle fiumare e va incontro al mar Ionio in contrada Caldarella, accompagnato dalla macchia mediterranea - corbezzoli, mirti, ginestre - tra due ali di oleandri spontanei.

Foto: Trekking Stilaro APS

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L’Età antica

Le prime tracce della presenza dell’uomo risalgono al Paleolitico medio e al Neolitico, mentre i reperti di alcune necropoli ci parlano dei nostri antenati nell’Età del Bronzo e del Ferro. Le prime tracce di insediamenti greci nella vallata risalgono al secolo VIII e VII a.C., e la testimonianza più bella è il sito archeologico di Kaulon a Monasterace Marina. I Romani conquistarono il territorio, sfruttando le sue ricchezze, i minerali delle miniere e la legna dei boschi.

Foto: Regione Calabria Fonte

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L’Età medievale

Sotto il dominio bizantino (X secolo) la valle dello Stilaro vive un periodo di prosperità economica. Nascono casali e conventi, chiese, monasteri e “laure”, dove vivono da eremiti i monaci greci di San Basilio. Stilo diventa il centro più importante. Nell'XI secolo il territorio passa sotto la dominazione dei Normanni e il nome di Ruggero II risuona tra le mura di castelli e cattedrali in tutta la Calabria.

Foto: Sailko Fonte

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Archeologia industriale

Nei secoli, lo Stilaro è sempre stato al centro dell'economia locale. In particolare, è stato fondamentale per le attività minerarie e siderurgiche che in passato hanno fatto la grandezza di questo territorio. Ne sono testimoni i resti dei numerosi mulini, utilizzati per la lavorazione dei minerali ferrosi prima del trasporto alle fonderie. Più recente è lo sfruttamento idroelettrico della fiumare: dighe, bacini artificiali, centraline e perfino uno stabilimento termale, gli antichi Bagni di Guida. L'Ecomuseo delle ferriere e fonderie della Calabria con sede a Bivongi, è custode di questo preziosissimo patrimonio storico e culturale.

Foto: Marcuscalabresus Fonte

Foto copertina: Marcuscalabresus - Fonte

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