Pazzano (410 metri s.l.m) si annida fra il monte Consolino (m 701) e il monte Mammicomito (m 1047). È il più piccolo dei Comuni della Vallata dello Stilaro, un paese all’apparenza modesto, che però è custode di tesori preziosi.
I giacimenti minerari di Pazzano erano noti sin dai tempi della Magna Grecia. Ai tempi del Regno delle Due Sicilie erano ben 25 le miniere che da Pazzano rifornivano di ferrite e limonite le fonderie di Stilo, Mongiana e tutto il Sud. Nel Novecento l’epoca d’oro finì e dagli anni Cinquanta il paese si spopolò rapidamente: furono moltissimi i pazzanesi che emigrarono in cerca di un futuro migliore. Il Museo delle Ferriere e Fonderie della Calabria, il quartiere dei minatori, le bocche di miniera, la Fontana dei Minatori (1760) sono i testimoni di quel passato.
Foto: Marcuscalabresus Fonte
La Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo è il punto di partenza e di arrivo della festa più grande, la Festa del SS Salvatore. Per il rito della Cunfrunta tutti tornano a Pazzano, anche dai Paesi più lontani: le strade si riempiono di gente, la banda suona, una lunga processione si snoda per le vie del paese portando a braccia la grande statua lignea del Santissimo Salvatore. Il culmine della festa l’incontro (la Cunfrunta, appunto) tra la statua del Salvatore e le statue di Maria e Giuseppe: una corsa che dura un attimo e commuove tutti i cuori.
Salire al Monte Stella (832 m) è un’esperienza di grande emozione, non solo per la vista che spazia su tutta la vallata dello Stilaro, ma perché è un luogo mistico. Si entra in una grotta anticamente frequentata dagli eremiti basiliani e in un santuario dove si venera la statua miracolosa della Madonna della Stella. Vi si accede scendendo da un’impervia scaletta in pietra ed è meta dei pellegrini diretti a Stilo lungo il Cammino Basiliano.
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14-15 agosto, festa dell’Assunta. Da tutta la Vallata dello Stilaro i fedeli si radunano alla Fontana Vecchia di Pazzano e da qui si incamminano in processione, tra canti e preghiere, accompagnati dall’immancabile banda, lungo il ripido sentiero che sale serpeggiando fino alla grotta-santuario. La notte prima c’è la veglia di preghiera: dal paese sale una fiaccolata, portando un quadro della Vergine.
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Sei bocche da cui sgorga acqua fresca e buona. Nei secoli passati la Fontana Vecchia era il punto di riferimento dei minatori che si fermavano a bere e abbeverare i muli con cui portavano i minerali alle fonderie. Le donne venivano a prendere l'acqua e a lavare i panni. Oggi è il punto di ritrovo e partenza per i pellegrini che salgono al Monte Stella e per gli escursionisti alla ricerca dei piccoli tesori del territorio, come il Mulino Vrisa.
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